Angry at Yourself? by Marie T. Russell

Sei arrabbiata con te stessa? Qualcuna di voi potrebbe rispondere "no" mentre qualcun'altra magari riconoscerà di portare rabbia contro se stessa. A quelle di voi che hanno risposto no, consiglierei di dare uno sguardo più in profondo...

Angry at Yourself? by Marie T. Russell

Sei arrabbiata con te stessa? Qualcuna di voi potrebbe rispondere "no" mentre qualcun'altra magari riconoscerà di portare rabbia contro se stessa. A quelle di voi che hanno risposto no, consiglierei di dare uno sguardo più in profondo per vedere se per caso non si stanno nascondendo la verità... E poi, anche quando si riconosce la presenza della rabbia, si riesce a capirne la profondità e l'estensione?

La rabbia si maschera in molti modi. Si presenta in forme facilmente riconoscibili come il risentimento, lo sbraitare, il fare scenate, il prendersela con qualcuno. Ma a volte si trova anche sotto certi sentimenti come l'impazienza, l'invidia, la colpa, il giudicare, l'autocommiserazione, la scarsa autostima, e così via.

Per esempio, l'invidia. Quando invidiamo qualcuno, desideriamo avere quello che costui ha. Che sia l'amore, il denaro, i beni materiali, la faglia, gli amici, un lavoro migliore, etc... E dunque, perché siamo invidiosi? Si potrebbe rispondere che l'ovvia ragione è che l'invidiamo perché non abbiamo quello che l'altro ha. Vero. Ma quello che dobbiamo chiederci è: "Perché io non ho quello che questa persona ha? Perché non ho un lavoro migliore, migliori relazioni, più abbondanza, più amici, etc.?" Non abbiamo queste cose perché, per qualche ragione, le abbiamo allontanate, abbiamo scelto di non fare quell'ultimo miglior di strada per ottenerle, o perché pensiamo di non meritarle.

E questo è il momento in cui compare la rabbia. Può sembrare che invidiamo le altre persone, ma in realtà noi coviamo rabbia verso noi stesse per non avere quello che gli altri hanno. Questa, mentre può sembrare in sé una cosa "cattiva", in realtà è il primo passo per ottenere quello che si vuole. Se tu fossi semplicemente invidiosa degli altri, guarderesti al mondo fuori di te dicendoti cose come "Sono così fortunati ad avere questo", e non vedresti che tutto ciò, e anche molto di più, è possibile anche per te. La rabbia verso te stessa dimostra che sei consapevole di poter avere anche tu quelle cose.

Il passo successivo perché tu possa manifestare quelle stesse benedizioni nella tua vita è guardare a te stessa, e vedere perché non le hai - dato che non c'è alcuna ragione perché tu non le debba avere - a meno che tu non abbia deciso di non averle! E questa è la chiave. Molte volte noi diamo la colpa al nostro destino perché non abbiamo una certa cosa, ma quando ci prendiamo la briga di andare a guardare nel profondo di noi stesse, vediamo che, per qualche ragione, non vogliamo veramente quelle cose. Ora, le ragioni magari derivano da un sistema di credenze squilibrato, ma non sapremo mai la verità se non guardiamo nel profondo di noi stesse.

Forse ti rammarichi di non aver trovato il Lui o la Lei dei tuoi sogni, ma dentro di te: 1) non credi che una tale persona esista, 2) credi che se anche esiste non vorrebbe stare con te, e 3) non credi che per te sia possibile avere una relazione felice ed equilibrata. Pensi che con queste convinzioni di fondo potrai mai attrarre e tenerti vicino la "persona dei tuoi sogni"? Lo stesso ragionamento si applica se non hai il lavoro che vuoi, il denaro che vuoi, gli amici che vuoi, etc.

E qui ritorna in scena la rabbia verso se stessi. Sei arrabbiata con te stessa perché (nella situazione descritta sopra), non riesci a trovare, attrarre, conservare o finanche a credere nel Lui ( o Lei) dei tuoi sogni. Sei arrabbiata perché non stai "facendo quello che serve" per avere quello che vuoi. Nell'interiorità noi in genere crediamo che se qualcosa sta funzionando male nella nostra vita, è colpa nostra. E anche se ci lamentiamo e incolpiamo tutti quelli che ci stanno intorno, c'è una parte di noi che crede che "è colpa nostra". Eccola, di nuovo, la rabbia contro se stessi.

Dove dirigersi? Dopo aver riconosciuto che coviamo rabbia contro noi stessi, possiamo 1) perdonarci per non essere perfetti come pensiamo "dovremmo essere"; 2) cercare di capire se siamo arrabbiati per la ragione "giusta" o per la ragione "sbagliata". Qual è la ragione giusta? Forse siamo arrabbiati con noi stessi perché non stiamo facendo quello che "sappiamo" dovremmo fare per creare la vita che vogliamo. Siamo arrabbiati con noi stessi perché sappiamo benissimo qual è la "via d'uscita" della nostra situazione, ma non vogliamo prenderci il disturbo di seguirla. Siamo arrabbiati con noi stessi perché non crediamo di meritare di più.

Ora, questo è essere arrabbiati per la ragione "giusta"? Decisamente no, poiché, naturalmente, non esiste una ragione giusta per essere arrabbiati con se stessi, ma spesso crediamo che la rabbia ci motiverà a cambiare. E invece vediamo, ogni volta, in noi stessi, nei bambini come negli adulti, che la rabbia non motiva a cambiare. Motiva casomai la ribellione, altra rabbia, e l'indurimento del cuore. La rabbia genera altra rabbia, altra paura, altro risentimento, altra negatività e così via.

Così, quando scopri la ragione per la quale sei arrabbiata con te stessa, perdona te stessa... naturalmente non sei perfetta... e cos'è perfetto? Qualche convinzione che abbiamo adottato riguarda a chi "dovremmo" essere. Ovviamente è un bene avere dei modelli o un obiettivo per cui lottare, ma non è un bene punirci per non essere quell'essere "illuminato"..... non serve a molto avere rabbia contro se stessi per il fatto di non aver "vinto nella lotta quotidiana della vita". Quando un corridore perde una gara, può avere disappunto, e magari un po' di rabbia contro se stesso per non averci provato più a fondo, ma l'unica strada per vincere la prossima gara è lasciarsi alle spalle la rabbia e fare qualcosa di diverso da quello che non ha portato al traguardo come programmato. Se si continua a fare le cose nello stesso modo, si avranno gli stessi risultati. Così, piuttosto che essere arrabbiata con te stessa, fa' in modo differente qualcosa che possa aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo.

Così è nella vita. Si vince, si perde. In realtà, ogni giorni, qualcosa vinciamo e qualcosa perdiamo..... ma questo è semplicemente il procedimento dell'imparare, dello sperimentare tutte le scelte e le sfaccettature della vita. Quando eri una bimba e imparavi a camminare, a parlare, a comunicare, non era certo al primo tentativo che riuscivi..... però non desistevi, non ti arrabbiavi con te stessa, non dicevi "Non ce la farò mai". No, continuavi a provare, e ancora, e ancora a provare. E alla fine hai realizzato il tuo scopo: hai imparato a camminare e a parlare.

Così è con le cose che desideriamo.... che siano cose materiali o aspetti comportamentali, o realizzazioni spirituali. Possiamo non farcela la prima volta, o la seconda, o anche la terza, ma dobbiamo continuare a perseverare. La rabbia verso noi stessi non farà altro che ritardare il raggiungimento dello scopo... perché nella nostra mente, se siamo arrabbiati con qualcosa, significa che questa merita punizione, non ricompensa...... Così, la rabbia non farà altro che ritardare il raggiungimento dell'obiettivo.....

Un passo intermedio - fondamentale - nel raggiungere il nostro scopo, è quello di lasciar cadere la rabbia verso se stessi (e verso gli altri), e cominciare ad accettare dove ci si trova e dove si trovano gli altri. Nessuno è perfetto, e tutti stiamo imparando. Da' a te stessa lo spazio necessario per fare errori (tutti ne facciamo), ma poi da' a te stessa lo spazio per provare di nuovo e alla fine farcela. Portare rabbia contro se stessi mantiene chiusa la porta alle cose che desideriamo.

Guarda a te stessa come se fossi un genitore e un figlio insieme. Il genitore dà al bambino quello che vuole quando è arrabbiato con lui? In genere no, e quando accade, lo fa con molte recriminazioni, con rabbia. Non metterti nella stessa situazione. Perdona te stessa per qualunque sia la cosa per la quale sei arrabbiata. Che importa se non sei perfetta? Non esiste qualcosa come essere perfetti. Tutti cambiamo costantemente, evolviamo e diventiamo migliori.

Ti arrabbieresti con una ghianda perché non è ancora diventata una quercia? Ti arrabbieresti con un bimbo di sei mesi perché non sa dire frasi complete e corrette? Naturalmente no! Così, quando sei arrabbiata con te stessa non essere ancora quell'essere "autorealizzato" che sai e vuoi diventare. Sei una pianticella di quercia - magari ancora una ghianda, magari una pianticella di venti centimetri, che sta crescendo..... ma sempre un albero di quercia. Col tempo, diventerai forte, solida, stabile ed equilibrata. Il tempo è quello che ci vuole. Nessun albero di quercia è diventato "se stesso" in una notte..... c'è voluto del tempo perché la ghianda si trasformasse in un albero.

Così è per noi. Ci vuole tempo perché cresciamo in un Sé completamente realizzato. Ma se ci abbattiamo e ci puniamo, rendendoci in continuazione le cose difficili, ci vorrà tanto più tempo per ottenere i nostri risultati.

Sii contenta di te stessa, a qualunque stadio della tua esperienza ti trovi.... Se sei ancora nello stadio del seme, in quello del germoglio, della pianticella appena spuntata, sei sulla strada per diventare quell'albero possente.

Sii paziente con te stessa, sii gentile e soprattutto sii disposta ad amare ed accettare te stessa, dovunque tu sia nel viaggio della vita. C'è sempre un altro giorno per continuare a crescere, per continuare a "diventare" chi sei veramente..... Sei il seme di un Essere davvero Divino..... Continua ad andare, continua a crescere, continua a dare a te stessa maggiori quantità di quello che ti serve per crescere.... pazienza, accettazione, e amore incondizionato.

di Marie T. Russell
Traduzione di Teresa Sassani

Traduzione di "Angry at Yourself?"
pubblicato in www.innerself.com.


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