Stamattina stavo lavando i piatti e mi è venuto in mente che ho sempre "odiato" lavare i piatti. Mi è sempre apparso un compito che "dovevo" svolgere, non qualcosa che "sceglievo" di fare. Mentre riflettevo su questo fatto mi si è presentata alla mente una parola: equanimità...

Stamattina stavo lavando i piatti e mi è venuto in mente che ho sempre "odiato" lavare i piatti. Mi è sempre apparso un compito che "dovevo" svolgere, non qualcosa che "sceglievo" di fare.

Mentre riflettevo su questo fatto mi si è presentata alla mente una parola: equanimità. Il messaggio che ho colto è stato che ora avevo imparato a lavare i piatti con equanimità. Penso che capiti anche a te...... ti sorge spontanea in mente una parola di cui sai vagamente a cosa allude, ma non ne conosci l'esatto significato. Mi sono asciugata le mani (sapevo che se non fossi andata a controllare sul dizionario subito, mi sarebbe passato di mente) e mi sono indirizzata al mio fidato dizionario, l'American Heritage Dictionary (Dizionario del Patrimonio Americano), per cercare la parola. Con mia grande sorpresa, però, non riuscivo a trovarla. Bene, ho pensato, forse non so qual'è la grafia, e così ho provato con delle varianti..... Ancora niente!

Allora mi sono rivolta al mio caro computer, e ho digitato equinimità, di modo che mi ha subito segnalato che l'esatta grafia era equanimità (grazie a Dio c'è il correttore automatico!). A questo punto ho di nuovo preso il dizionario, per cercare quella parola, della cui grafia ormai ero certa. No, niente equanimità nel Dizionario del Patrimonio Americano..... (il che porta a chiedersi quale sia il patrimonio degli americani..... mi pare che l'equanimità non ne faccia parte!)

Sono tornata di nuovo al computer, al suo affidabile Thesaurus. Ecco le parole che compaiono come sinonimi di equanimità: equilibrio, compostezza, dignità, pazienza, aplomb, serenità. Procedendo a cercare i sinonimi di questi, mi sono imbattuta in: rispetto di sé, forza interiore, calma, pace, autostima, tranquillità, quiete, armonia, fortezza, fiducia in se stessi, e affidabilità.

Interessante! Avevo avuto un messaggio: io ora affronto l'esperienza di lavare i piatti, un compito che in passato ho veramente odiato, con pazienza, serenità, forza interiore, calma, pace, tranquillità, etc... Così, un compito che mi aveva sempre suscitato resistenza e ribellione (potreste chiedere a mia sorella...), ora per me è un compito che mi dà pace e calma. Anche se l'azione di lavare i piatti è sempre la stessa..... i piatti ancora iniziano da sporchi e finiscono da puliti.

Questa storia mi ha fatto riflettere su altre situazioni simili nelle nostre vite. Certe cose che diciamo di "odiare" potrebbero diventare molto più piacevoli se cambiassimo il nostro atteggiamento verso di loro. Cos'è che è cambiato nel mio atteggiamento verso i piatti sporchi? Forse il fatto che, da bambina, sapevo di avere un'alternativa. Se resistevo abbastanza a lungo, alla fine i piatti li avrebbe lavati qualcun altro. Da adulta, naturalmente, comprendo che non vale la pena di mettersi a fare resistenza. Piuttosto accetto la realtà che i piatti devono esser lavati, e lo faccio, senza lamentarmene. Anzi, in genere metto su un po' di musica e lavo al ritmo delle melodie che mi piacciono - arrivo perfino a cantare o ad accennare un paio di passi di danza.... Se devi fare per forza qualcosa, tanto vale farla in maniera piacevole.

Di sicuro c'è qualcosa anche nella tua vita cui questo esempio si attaglia. Per qualcuno è la ginnastica, per altri certi compiti particolari sul lavoro, per altri.... (qui puoi inserire quello che è il tuo compito ingrato). Quale che sia la cosa che "odi" fare, dalle un'occhiata attenta, e chiediti: Devo proprio farla? Se la risposta è no, perché la fai? Se la risposta è sì, allora la miglior cosa è modificare il tuo atteggiamento al riguardo.

Facciamo un esempio: lavori in un ufficio e hai il compito di fare il caffè, e, in quanto "donna liberata" il farlo ti crea risentimento (se sei un maschio, magari pensi che sia un "lavoro da donna"). Dunque, se fare il caffè fa parte del tuo lavoro, e il tuo lavoro ti piace, e non vuoi perderlo, allora la soluzione sta nel vecchio detto "stringi i pugni e sopporta". Comunque, forse tu vuoi fare di più che stringere i pungi e sopportare, poiché questo comporta sofferenza e crucci.

Quel che devi fare è cambiare la tua percezione del "fare il caffè". Piuttosto che vederne semplicemente l'aspetto di "compito da poco", guarda la felicità che porta ai tuoi colleghi. Sai benissimo che quando qualcuno "ha bisogno" di un caffè, ne ha davvero bisogno....e questo rende ti rende una persona molto importante nella sua vita. Tu porti a costoro qualcosa di importantissimo per il loro benessere (magari non altrettanto per la loro salute, ma questa è un'altra storia).

In tal modo l'ingrato compito di fare il caffè può esser trasformato nel rendere un servizio, che porta gioia alla gente che lo riceve. Lo stesso capita per certi compiti noiosi di archiviazione. Il mio primo impiego fu proprio di archivista. Potete immaginarvi che dopo tre mesi ero tanto annoiata da essermi trovata un altro lavoro, ma mentre ero lì il mio obiettivo era di fare il mio lavoro meglio che potevo. Questo mi dava il piacere di un lavoro ben fatto. Così archiviare (generalmente un compito non esattamente eccitante) divenne qualcosa che mi faceva piacere fare, perché lo facevo bene e alla fine mi potevo congratulare con me stessa per un lavoro ben fatto.

Ci sono molte occasioni in cui non è possibile evitare certi compiti.... a volte sono i doveri familiari, lavare i piatti, o i panni, pulire i pavimenti, pagare i conti, etc... Altre volte si tratta di cose di lavoro. Se ad ognuno di questi compiti ci avviciniamo con l'atteggiamento di fare il meglio, e di farlo come se fosse una meditazione, ecco che questo diventa un passo avanti sul nostro cammino spirituale. Se facciamo ogni cosa con amore invece che con rabbia e risentimento, allora ne otteniamo tanto..... pace, gioia, e una sensazione di completezza. Ma se lo stesso compito lo facciamo digrignando i denti e borbottando il nostro malumore, finiamo per sentire una sensazione aspra di risentimento, di rabbia, di malessere.

Nessuno, al di fuori di me stessa, può cambiare il mio modo di pormi. Ecco una cosa di cui siamo veramente gli unici responsabili. Certo, a volte è più difficile restare sereni quando tutti attorno ci stanno rispondendo con rabbia e malevolenza; certo, è questa la vera forza che dà il sapersi concentrare internamente sulla pace. Qualunque cosa stia succedendo attorno a noi, siamo capaci di restare concentrati sulla pace, sull'amore, il rispetto, l'accettazione e l'equanimità. Continuiamo a fare respiri profondi, ricordando a noi stessi che, riguardo al modo in cui reagiamo, abbiamo scelta. Possiamo lasciare che gli altri (persone, cose...) dirigano la nostra vita perché noi reagiamo, oppure possiamo prendere il controllo della nostra vita scegliendo di trattare gli eventi della nostra vita con pace e accettazione, e sempre tendendo lo sguardo sul "sentiero superiore".

E' una scelta che va fatta e ripetuta, ogni momento della giornata, ogni esperienza in cui ci imbattiamo. Credetemi, non è qualcosa che può fare in maniera perfetta ogni giorno. Qualcuno una volta ha detto che l'illuminazione è un processo continuo. Non è come se tu diventassi illuminata e poi...... da quel momento fossi illuminata per il resto della tua vita. Capita piuttosto che un certo momento sei illuminata, e quello successivo non più, e poi di nuovo, e poi il momento dopo ancora non lo sei più..... Quando sperimenti momenti di chiarezza, di amore, di saggezza, allora sei illuminata. Quando sperimenti momenti di rabbia, odio, disperazione, risentimento, allora non sei illuminata.

Ma non devi disperarti o biasimarti per il fallimento. Ciascun respiro, ciascun momento porta una nuova opportunità, una nuova scelta. Scegli amore, scegli pace, scegli felicità. Ora, e anche il momento successivo. E se te ne dimentichi questo renderà più semplice ricordarlo la prossima volta. Ogni volta che ti ricordi di scegliere la pace e agisci di conseguenza, questa scelta ti porterà più gioia, più pace, e più felicità duratura. Ha un effetto cumulativo. Più scegli la pace, più facile ti diventa ricordartene, e più sperimenti la pace. É un processo continuo, ma ne vale bene la pena.

di Marie T. Russell
Traduzione di Teresa Sassani

Traduzione di "Practicing Equanimity"
pubblicato in www.innerself.com.


Libro raccomandato (English):

A Garden of Thoughts - My Affirmation Journal
by Louise L. Hay.

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